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PIETRASANTA


- agosto 2003 -





Qui,
in questa via di nessuno,
nel silenzio della notte,
risuonano dalle finestre dolci note di pianoforte e di violino
che colorano l’aria stellata di un’atmosfera magica,
di surreale incanto.

Strada di scultori e musicanti,
pittori e poeti,
che riempiono le vie di strane forme e nuove parole.
Così è la magia di Pietrasanta,
piccolo paese che parla toscano e luccica di mare.
Paese di vecchie 500 e furgoncini Ape,
di biciclette e gattini appisolati sopra i tetti assolati delle case,
di vie silenziose
e di rumori di fabbriche di marmo e bronzo per artisti,
di musica di festa dei giardini delle ville dei personaggi famosi.
Il castello illuminato domina la piazza del Duomo,
piena di gente seduta nei caffè.
Abiti diversi e oggetti particolari
splendono nelle alcove variopinte dei negozi
e candele profumate sono ai lati di ogni portone:
anche questo fa parte della stranezza degli artisti che vivono qui.

Così è cominciata la mia vacanza al mare,
in un paesino incantato,
che vibra di emozioni romantiche
e tinte accese di rosso.
Dall’alto del mio balcone si vede la rocca con il castello dalle mura illuminate,
le colline verdeggianti,
la luna gigante dorata
e un’immensità infinita di stelle brillanti:
qui la notte luccica per davvero!
Sono sempre ben visibili sia Marte che Venere,
che, con i loro rossi e blu,
segnano i due poli del cielo.
Una delle sorprese più gradite
è stata quella di vedere ancora le bandiere della pace appese ad ogni finestra:
qui le idee non sono andate in ferie
e la guerra non è finita con la caduta di Baghdad,
qui i balconi sono ancora colorati d’arcobaleno
(a Milano la guerra è finita il giorno stesso in cui è cominciata)...




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