28 gennaio 2004 Cronaca di una giornata da inviate a Parma, al seguito di Filippo Gaudenzi e della troupe del Tg1, per seguire le vicende del caso Parmalat PARMA – Partenza all’alba da una Milano coperta di nebbia e brina per un viaggio un po’ speciale verso il giornalismo. Una splendida giornata di sole ci attendeva all’arrivo a Parma. Il tempo di un rapido giro per le vie del centro, una colazione al bar, uno sguardo alla cartina e poi via, emozionantissime, verso la Procura, dove, ad attendere me e Silvia, c’era il bravissimo cronista del Tg1 Filippo Gaudenzi , con la sua troupe. Qualche minuto di presentazione, un ragguaglio sulla situazione del caso Parmalat: siamo capitate in un giorno importante, in cui si presagiva una guerra tra Procure, dopo la richiesta dell’avvocato di Tonna di passare tutti gli atti da Milano a Parma, con l’arrivo del PM milanese Greco e il funerale dell’impiegato suicidatosi nei giorni scorsi. Gaudenzi ci fa entrare in Procura, dove, al primo piano, c’è una sala stampa improvvisata, con giornalisti e operatori seduti ai tavoli a leggere quotidiani, scrivere i loro pezzi, aspettare l’ingresso o l’uscita di personaggi importanti. Ad ogni arrivo, scattano i flash dei fotografi e tutti si alzano e stanno pronti a captare qualche dichiarazione, ma sembra chiaro che lì dentro pochi abbiano voglia di parlare con i giornalisti (Luca Ponzi, altro cronista Rai, lascia intendere che le rivelazioni vengono fatte di nascosto, magari a cena o buttando qualche frase da interpretare). Tra colleghi si passano le informazioni, si commentano le agenzie arrivate da Roma e si scelgono gli elementi da citare nel proprio pezzo. Il Corriere della Sera è il giornale da cui traggono maggiori spunti. Quando si avvicina l’ora del telegiornale, Gaudenzi scrive il suo pezzo (è strano vedere giornalisti scrivere seduti sui pulmini di montaggio, ai bar davanti ad un caffè o in piedi in mezzo alla strada), poi lo legge facendosi riprendere davanti alla Procura. A ripresa ultimata, seguiamo Gaudenzi sul pulmino di montaggio della Rai e lo vediamo unire le parole del servizio alle immagini portate dai diversi operatori: ad ogni parola pronunciata corrisponde un’immagine precisa, ogni personaggio nominato ha il suo corrispettivo visivo (da casa tutto questo lavoro di selezione non si percepisce, in parte perchè non tutte le persone citate hanno un volto noto e in parte perché certe analogie sono sottili e più complesse da cogliere, mentre si tende a vedere l’insieme). Dopo l’invio del servizio a Roma, si fa pausa pranzo: un momento scherzoso per conoscersi un po’ meglio. Luca Ponzi, che si destreggia bene tra giornalisti e personaggi dell’inchiesta, è della zona e sa come muoversi, molti si riferiscono a lui per trovare informazioni, fa sfoggio di una cravatta sgargiante e racconta le sue molteplici esperienze lavorative, altri si presentano o ci chiedono cosa facciamo e come mai siamo lì. Verso le 14:30 i giornalisti devono andare al funerale dell’impiegato della Parmalat suicidatosi nei giorni scorsi, anche se non potranno entrare in chiesa. Silvia ed io andiamo a fare un giro per Parma: dai negozi del centro, al Duomo e il Battistero, alla Pilotta e al giardino del Palazzo Ducale, per poi tornare alla Procura verso le 16:30 quando si dovrà preparare il servizio per il Tg1 delle 17:00. Dopo, ancora attese davanti alla Procura, per vedere se esce qualcuno con novità importanti, mentre il cielo comincia a farsi blu e a spuntare la luna. Restiamo in compagnia di due simpatici operatori, Tony e Giovanni, che non avendo più niente da riprendere, possono stare tranquillamente a chiacchierare. Chiedono di noi, credono che Silvia sia la figlia di Gaudenzi, poi lui farà sapere che è un’ammiratrice; io faccio la misteriosa, ma parlando di Tg1, di come è cambiato, di cosa mi piace e cosa no e della mia tesi sui telegiornali emerge chiaramente anche la mia passione! Alle 18:00 osserviamo Gaudenzi realizzare il servizio per le 20:00, mentre arriva anche la bellissima ed elegantissima Francesca Grimaldi: il video non le rende giustizia, la fa grassa e non la è, è una donna stupenda, mi ricorda molto lo stile affascinate di Carmen La sorella. Poi i saluti e i ringraziamenti velocissimi e la corsa in stazione per non perdere il treno che ci riporta a Milano, anche se saremmo rimaste lì molto volentieri! Di sera l’atmosfera cambia, si percepisce chiaramente che il lavoro sta per finire e che poi ci si rilasserà e ci si divertirà… ma, come sempre, sul più bello si deve andar via! Che dire? Una giornata straordinaria: interessante e divertente, ad osservare da vicino un mestiere che mi piace molto e che non immaginavo fatto in questo modo (soprattutto la selezione delle immagini, non è cosa semplice), ma anche a fare un giro in una città dove sono nati i miei genitori ed i miei nonni e che non avevo mai visto. La sensazione era la stessa delle gite o delle vacanze, con la stessa identica voglia di non tornare a casa!
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