FUORI CHI?
6 novembre 2003




- Mio articolo pubblicato in Articolo21 -

Lo ricordate? S’intitolava così una delle puntate conclusive del programma Sciuscà di Michele Santoro, in riferimento alla lista di epurazione annunciata da Berlusconi, in una delle sue trasferte all’estero, in cui erano inclusi, oltre al sopra citato giornalista, anche Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, accusati di avere fatto un uso criminoso della tv pubblica.
Bene, le epurazioni della Rai non sono finite lì. Da mesi vediamo il nome di Clemente J. Mimun, direttore del Tg1, apparire sulle pagine di tutti i quotidiani, per le mistificazioni e censure praticate dal suo telegiornale (dalla più eclatante del caso Schultz, al trattamento della vicenda Telekom- Serbia, fino agli ultimi giorni con l’oscuramento della netta vittoria della sinistra alle amministrative del Trentino).

Il nome di Mimun appare anche a causa dei forti scontri con il suo comitato di redazione, che gli contesta l’annullamento della rassegna stampa e lo spostamento in tardissima serata di Tv7, settimanale di approfondimento del Tg1, che stava progressivamente guadagnando ascolti. Ma la questione più spinosa è la battaglia dei Mezzibusti: Mimun vorrebbe aggiungere ai conduttori principali del Tg1 (Ferrario, Di Giannantonio, Giorgino, Busi, Sassoli e Gruber) anche Susanna Petruni e Attilio Romita, entrambi inviati speciali al seguito di Berlusconi.

Mimun giustifica la sua decisione con l’idea di creare un marchio del telegiornale indipendente dalla figura del conduttore (il quale, a suo parere, può perfettamente cambiare testata) e dare spazio a rotazioni più frequenti che porterebbero in video anche volti non noti. A parte il fatto che Mimun dimostra una grande ignoranza: in tutti i testi che si occupano di telegiornali (da Calabrese Volli, Simonelli, Marrone e altri) si dice che è la figura del conduttore che dà identità e stile alla testata e che il pubblico impara a conoscere sera per sera e ad affidarglisi. Il direttore non ha imparato nulla anche dal passato: durante la sua direzione al Tg2 cambiò innumerevoli conduttori e rotazioni, non riuscendo ad avere grandi ascolti; mentre è la nuova gestione di Mauro Mazza che ha dato al telegiornale della rete due una forte stabilità, una nuova immagine e dei volti fissi che hanno saputo suscitare forti consensi tra gli spettatori.

La realtà dei fatti è che Mimun sta brutalmente epurando i Mezzibusti di sinistra: ha provato a spedire elegantemente Maria Luisa Busi a Parigi, ma il piano è stato sventato dalla gravidanza della giornalista, non ha fatto niente per fermare Lilli Gruber – la vera icona del telegiornale italiano- nei giorni in cui era in trattativa con la neonata Sky. La scusa delle rotazioni, in ogni caso, non regge: in molte settimane gli stessi conduttori delle 13:30 hanno condotto sia quell’edizione che quella delle 20:00.
I Mezzibusti del Tg hanno firmato un documento contro il loro direttore per il modo in cui si trovano a lavorare, ma spesso la loro iniziativa viene interpretata come una sorta di divismo e ridicolizzata.

Io credo fortemente che il conduttore sia il volto del telegiornale, la sua identità e il modo di porsi e di essere rispecchia il gusto del pubblico di quel Tg. Divi o non divi, se le loro facce non fossero quelle che abbiamo imparato a conoscere giorno dopo giorno, non li guarderemmo: sarebbe come vedere il volto anonimo di uno speaker mandato in onda il giorno dello sciopero dei giornalisti. Una faccia ignota, che non ispira nulla e fa venir voglia di cambiare canale e magari guardare anche un Tg che non ci piace, ma che comunque conosciamo e possiamo anche contestare perché sappiamo cosa stiamo guardando.

Mi spiace per i giornalisti anonimi che fanno egregiamente il loro mestiere e che popolano le redazioni e vorrebbero anche loro un momento di gloria televisiva, perché oggi c’è l’idea che se non si fa vedere la propria faccia sul teleschermo non si esiste; ma la loro presenza in video creerebbe solo un’enorme confusione nei telespettatori e farebbe perdere stabilità al telegiornale e conseguentemente anche la credibilità. Sì, perché la gente crede al volto che sceglie di guardare e conseguentemente anche al telegiornale da cui egli parla.
A dare man forte al direttore del Tg1 e ad accelerare il processo di epurazioni facendo perdere credibilità ai giornalisti Rai, è arrivata la perdente e arretrata Striscia la notizia, che per cercare di riguadagnare ascolti su Affari Tuoi (il quiz di Bonolis), lancia un controquiz, chiamato Tirapacchi (allusione ironica a quello di Raiuno, in cui si gioca con degli scatoloni). Striscia – ormai ridotta a mandare in onda filmati vecchi, riproposti mille volte; ad essere insolente ed eccessiva fino alla noia con i suoi tapiri dati a chi fa comodo al governo Berlusconi; a voler denunciare sempre le stesse situazioni e a fingere una satira in realtà molto accomodante con i potenti di turno – ha ricominciato a deridere i giornalisti Rai, ma in modo ancor più subdolo e volgare dello scorso anno. Se la precedente edizione mostrava le onnipresenti papere del povero Luca Giurato, ormai finito nel dimenticatoio (epurato?), ora la “satira” si rivolge all’intrattenitore pomeridiano Cucuzza.

Ma quel che è peggio è il modo in cui vengono ridicolizzati i giornalisti del Tg1 nel controquiz Tirapacchi: ieri sera abbiamo visto il gonfiatore delle labbra di Lilli Gruber, questa sera è stata la volta del lecca lecca di David Sassoli (con sopra la faccia di Berlusconi)... Un modo rozzo per rendere i giornalisti risibili agli occhi della gente e quindi poco credibili... chi mai guarderebbe un notiziario serio con una conduttrice a labbra di canotto e un conduttore lecchino? Per la precisione, ricordo a Striscia la notizia che sui giornali di quest’anno era riportata la news che Giorgino aveva avuto problemi e richiami a causa di sue conduzioni del Tg troppo addomesticate a favore di Berlusconi...

Striscia crede che tutto il pubblico televisivo sia stupido da non capire il loro volgare gioco? Forse il loro pubblico sì... gli intelligenti hanno smesso di guardare il loro programma ipocrita da tempo. Gli stupidi credono ancora alla loro finta satira addomesticata ai porci comodi del loro editore, ma non sono tutti stupidi.
Lo scorso anno, nel tentativo di denunciare le mistificazioni del Tg1, Striscia diede il tapiro ai giornalisti Gruber e Sassoli (paragonandoli a Vanna Marchi e Do Nascimento) e non ai direttori responsabili di tale operato. Striscia è fatta da gente intelligente che sa bene che ciò che va in onda in un Tg è deciso dal direttore, ma se avessero colpito il volto anonimo del direttore del Tg1, nessuno se ne sarebbe accorto, invece prendendo di mira due volti noti, riuscirono a suscitare attenzione. Le minacce di denuncia fermarono Striscia. Forse quelle minacce non sono bastate, forse le denunce dovevano partire davvero. Ma poi Striscia si barrica dietro al diritto di satira e tutto viene a cadere. Quale satira? Servi del padrone!

Non ero sicura di poter parlare di Mimun e del Tg1, volevo farlo ma aspettavo un motivo che mi convincesse a esprimere le mie opinioni, poi ho visto striscia strisciare schifosamente a leccare il volto appiccicato su quel lecca lecca attribuito a Sassoli... eh, no, mi spiace Striscia, ma quel lecca lecca è il tuo! Ero una persona di centro sinistra, moderata, adesso sono ferocemente incazzata.

Ricordo che tra poco si tornerà a discutere della Legge Gasparri per il riassetto radio- televisivo: una legge che legittimerà definitivamente il regime monopolistico di Berlusconi. NO ALLA GASPARRI, NO ALL’IPOCRISIA DI STRISCIA, NO A DIRETTORI INCAPACI.

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