27 settembre 2006 ![]() - Mio articolo pubblicato in WebMagazine - Oriana Fallaci è morta nella notte, a 77 anni, dopo una lunga malattia. Si è spenta nella casa di cura Santa Chiara, nella sua Toscana, dove aveva deciso di tornare perché sapeva di essere arrivata alla fine dei suoi giorni. La Fallaci - scrittrice e giornalista, pasionaria della sinistra, diventata famosa per i suoi reportage di guerra (Vietnam e Iraq 1990/91), per le interviste ai più potenti capi di stato e infine per le ultime e discusse invettive contro l’Islam, che l’hanno trasformata in un’icona della destra, da cui era stata proposta anche come senatrice a vita – si era guadagnata un posto di primo piano nell’attualità e non perdeva mai un’occasione per far risuonare le sue parole nella grancassa dell’amplificazione mediatica. Critica contro tutto e contro tutti, dai leader politici, agli immigrati, ai registi, gli omosessuali… Amante della provocazione e dei toni forti, il suo ultimo bersaglio erano i musulmani, a cui aveva promesso una vignetta raffigurante Maometto e le sue nove mogli e aveva minacciato di far saltare una moschea in costruzione vicino alla sua casa in Toscana. Le sparava grosse in nome dell’Occidente, della difesa dei valori della nostra società, andando a scavare nelle paure più concrete e banali racchiuse nel cuore degli uomini, prima fra tutti la “paura del diverso”. Osannata e assunta come bandiera dalla destra, condannata come fomentatrice di odio dalla sinistra, scatenatrice di polemiche tra chi voleva discutere dei temi che proponeva (spesso in modo duro e provocatorio) e chi chiedeva il silenzio sulle quelle tesi giudicate pericolose e a cui era meglio non dare troppo spazio e importanza, ma sempre riuscita a far riempire pagine di informazione e diatribe con il suo nome, Oriana Fallaci aveva chiuso le pubblicazioni della sua discussa trilogia anti-islamica con un’intervista a se stessa: libri che – come sempre accade in questi casi – post-mortem venderanno moltissimo, per la gioia e la ricchezza dell’editore. Dopo tanto clamore, per la sua morte la scrittrice aveva chiesto silenzio e riservatezza: a vegliarla soltanto parenti stretti, niente nome in clinica e funerali in forma privata, ma i commenti, le condoglianze e i necrologi si sprecano su giornali e tv, da parte di tutti, anche da quelli che non l’hanno mai amata, tanto da sembrare un’ipocrita farsa di circostanza. La sensazione è che di far sentire la sua voce e di suscitare discussioni, Oriana Fallaci non smetterà nemmeno da morta.
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