L’ECO DEL PICCONATORE N° 119

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Milano, 7 febbraio 2007

Un gustoso articolo che ci ha spedito la nostra “inviata” a Parigi Diana Comari
PARIS JE T'AIME

Parigi, “la città degli innamorati” come si usa dire, in realtà è una metropoli immensa dal cielo quasi sempre grigio e piovoso. Sulle strade dal traffico intenso scorrono veloci fiumi di auto, mentre la maggior parte dei turisti sceglie le metropolitane per muoversi, forse per non perdersi, ma così facendo si finisce per vivere nel sottosuolo e si rischia di non ammirare abbastanza la città che invece è splendida, con le sue case dai tetti blu, e meriterebbe di esser vista non solo nei punti in cui si trovano i monumenti.


[Diana Comari, con la Torre Eiffel sullo sfondo]

La Torre Eiffel, il simbolo per eccellenza della città, è immensa con i suoi 274 metri di altezza e con la sua imponenza sovrasta Parigi e stupisce chi la osserva per la prima volta. E’ qualcosa di grandioso e spettacolare che sbuca all’improvviso sorprendendo lo sguardo: nessuna riproduzione le rende giustizia e la sua visione supera ogni immaginazione. Per salirci ci sono ore di attesa in coda nel vento gelido che spazza il Campo di Marte, ma lo spettacolo e l’emozione dell’andare fin lassù valgono la pena di aspettare. Un doppio ascensore porta ai primi due piani, dove è possibile sostare su delle balconate dove soffia un vento fortissimo e si vede la città come se fosse un plastico, oppure ci si può rifugiare nei bar allestiti all’interno. Poi c’è un ascensore più piccolo che percorre tutta la parte alta della torre e porta le persone fino alla cima: la salita è una vertigine pazzesca se con lo sguardo si segue l’altitudine sempre più elevata e la città sottostante che si allontana e si rimpicciolisce. Sulla cima della Torre c’è uno spazio chiuso dai vetri da cui si può guardare tranquillamente Parigi che si estende immensa di sotto, oppure si può uscire sul balconcino, ma il vento è fortissimo ed è difficile rimanerci molto.

[La Torre Eiffel, vista dal basso]


[Diana Comari al Museo del Louvre.
Al centro, si riconosce la piramide di Pompidou,
fatta di cristallo]


Gli italiani che visitano Parigi, comunque, non devono assolutamente perdersi il palazzo del Louvre: i suoi corridoi sono lunghissimi, da ogni stanza se aprono altre e ovunque ci si affacci fuori dalla finestra si vede un angolo diverso della città. Le sue sale sono piene di arte e di storia, per lo più appartenente all’Italia: è vastissimo il patrimonio proveniente dalla Villa Borghese di Roma composto da statue di déi, imperatori, fontane; a cui si aggiungono i quadri di Leonardo – i più ammirati La Vergine delle rocce e La Gioconda – di Botticelli, Filippino Lippi; e poi le statue di Canova, la bellissima Amore e Psiche. Peccato per la pessima illuminazione delle sale che non permette di ammirare al meglio i quadri e i loro colori, peccato anche per le poche stanze mantenute negli arredi originari (solo quelle di Napoleone) e peccato per l’orribile Piramide che fa da ingresso e occupa il centro del piazzale del Louvre togliendo completamente la visuale d’insieme del maestoso palazzo.
Ma il Louvre – oltre al museo che tutti visitiamo – è la storia di Francia, è il palazzo del potere del passato, dei re che hanno fatto leggenda, dei moschettieri dei romanzi di Dumas, del Cardinale Richelieu… è il fascino di un mito!

[Champs-Élysées. Foto Diana Comari]

Dal palazzo del Louvre è possibile accedere ai giardini di Tuilleries e attraversandoli si arriva a Place Concorde (in cui si trova l’obelisco di Luxor) e da qui cominciano Les Champs-Élysées - una via infinita e larghissima, piena di negozi e di traffico – che portano fino all’Arco di Trionfo (una volta chiamato Place Étoile perché da qui partono 12 grandi strade, creando l'effetto di una stella).


[Notre Dame de Paris]

Un mondo a sé è, invece, Notre Dame de Paris, nella sua isola in mezzo alla Senna, tra Saint Michel (dove, arrampicandosi un po’ per le stradine in salita, si arriva al Pantheon e al quartiere universitario con la Sorbonne) da una parte e l’Hotel de Ville con le vie dello shopping dall’altra.

[Notre Dame e la Senna,
fotografate da Diana Comari]


La chiesa di Notre Dame, con le sue due torri, si vede da ogni angolo di Parigi, la si distingue bene in mezzo alla Senna; il suo esterno è maestoso, mentre all’interno si trova una splendida Madonna incoronata (Notre Dame appunto).
Un altro luogo da non perdere è MontMarte: un quartiere situato su una collinetta in cui si sale a piedi o con la funicolare, dominato dalla bianca basilica del Sacro Cuore, tutta a cupole, sulla cui terrazza antistante si domina Parigi. Attorno alla basilica si diramano viette ricche di localini, mercatini a buon prezzo e artisti di strada che si propongono per fare ritratti ai turisti.
Da vedere, anche per ridere è un po’, è il quartiere di Pigalle, la zona a luci rosse, famosa per il Moulin Rouge, piena di locali di lap dance, spettacoli di streapteese, sexy shop e gente che si vede in giro solo dalla tarda serata.

[Moulin Rouge. Foto Diana Comari]

Questo è solo una piccola parte di ciò che si può ammirare nella grandissima Parigi. Un consiglio a tutti i viaggiatori: se decidete di visitare Parigi in inverno, copritevi perché fa freddissimo!


Ecco una immagine veramente curiosa:
la nostra inviata Diana Comari a Versailles,
a quanto pare, più freddolosa del nostro Direttore




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