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TELEVISIONE E INFORMAZIONE AI CITTADINI


4 ottobre 2003




TELEVISIONE E INFORMAZIONE AI CITTADINI
Conferenza del giornalista del Tg1 David Sassoli, al Centro Papa Luciani di Santa Giustina (Bl).


Sabato sera, nel bellunese, si è tenuta la conferenza di David Sassoli sul tema dei mass media e del loro valore nel mondo della comunicazione.
Sassoli ha aperto il suo discorso citando una ricerca dell’Università Cattolica, in cui si afferma che il 70% dell’idea del mondo che le persone si sono create proviene dalla televisione. La tv, infatti, funziona come una sorta di finestra sul mondo, da lì passano l’informazione e la formazione (ma anche tanti poteri). Sassoli ha detto che in Italia serve una nuova stagione per la comunicazione, in cui vengano tenuti in conto i diritti dei cittadini ad essere informati, ma il nostro sistema è ancora fortemente arretrato.
Il giornalista del Tg1 ha parlato poi del problema dei minori lasciati davanti alla televisione e ha citato il neuropsichiatra Bollea, il quale sostiene che basta uno spot pubblicitario sbagliato per mandare in fumo tutto il lavoro dell’educazione dei genitori.
Sassoli ha affermato che la televisione annulla il tempo e le distanze, portandoci in casa immagini di posti lontani, di persone diverse da noi, permette di sapere in tempo reale cosa accade nel mondo.
Sulla conoscenza del diverso, Sassoli si e' fermato a sottolineare l’importanza e la potenza che ha il mezzo televisivo nel "far vedere le facce degli uomini, sentir parlare gli uomini" e quanto questo permetta di incidere nelle opinioni che la gente si fa: "Vedere una faccia influisce sulla formazione di una propria idea, molto più che ascoltare mille parole".
La conoscenza di realtà diverse, il portare a confronto facce e idee diverse è indispensabile perché tutti siano rappresentati: in tv devono passare differenti punti di vista, l’impresa televisiva deve essere la più ampia possibile, altrimenti si creano delle sacche di emarginazione. Sassoli ha affermato che occorre dare diritto di parola al cittadino e servano il pluralismo in televisione e il diritto della gente ad essere informata, ma perché tutto ciò sia possibile, è necessario avere mezzi di comunicazione indipendenti e quindi delle leggi che garantiscano e tutelino la libertà e l’indipendenza (politica ed economica) dell’informazione. Una garanzia che, secondo Sassoli, la classe politica non darà mai, in quanto non si autoriformerà da sola, e quindi occorre che l’opinione pubblica si mobiliti e chieda con forza quelli che sono i suoi diritti.
In particolare, per Sassoli, è importante che sia il servizio pubblico a rappresentare la pluralità delle voci e delle idee e per questo vada protetto: la Rai dovrebbe servire per dare anche il punto di vista dell’altro ed essere, quindi, davvero, una finestra sul mondo.
Sassoli ha citato una frase di Popper, in cui si dice che "Abbiamo bisogno delle libertà per impedire che lo Stato abusi del suo potere; abbiamo bisogno dello Stato per impedire che la libertà si faccia abuso. La democrazia consiste nel mettere sotto controllo il potere politico".
Alla fine della conferenza il popolare giornalista è stato attorniato dal pubblico (prevalentemente giovane e femminile) per domande e saluti.
Alla domanda diretta sulla legge Gasparri, Sassoli ha risposto che il sistema televisivo deve essere regolamentato, ma la tv ha dei grossi costi e la nuova legge andrà ad incidere pesantemente proprio sulle risorse e da molti è vista come la morte per la Rai.
Sul perché nei telegiornali si sentano sempre le stesse notizie e spesso, negli ultimi tempi siamo riempiti dai fatti di cronaca, il giornalista ha risposto che i fatti principali del giorno sono quelli che vengono presentati e non possono essere omessi, ma cambia il modo di raccontarli, perché ogni telegiornale e ogni cronista ci mette la propria sensibilità e per cui gli stessi argomenti sono trattati in modi differenti, o almeno così dovrebbe essere, proprio per garantire il pluralismo e il rappresentare il punto di vista di tutti. Sassoli ha aggiunto che effettivamente oggi queste differenze si percepiscono di meno e per questo ha ribattuto ancora sul problema dell’indipendenza dell’informazione, così come è legata ad essa il fatto che si dia prevalentemente spazio alla cronaca o a banalità in momenti in cui si dovrebbe parlare di altro.
E’ stata una meravigliosa serata, temporale a parte, con una sala gremita di gente interessata, incuriosita e partecipativa e un’affascinante Sassoli che ha fatto un’ottima analisi della situazione mediatica attuale.

Un ringraziamento speciale a Don Giorgio e alle Suore del Centro Papa Luciani

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